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Vassiliki Koukou

Nymphs of Ogygia 

Acrilico su legno, acrilico su tela

Isola di Othoni, 2026, Grecia

 

Cosa resta di un mito quando le persone scompaiono? Forse solo l'acqua.

Ogygia non è semplicemente un'ambientazione della narrazione omerica. È un ambiente in cui la memoria si incarna nella materia, e dove la geologia, la vegetazione e il mare fungono da veicoli di continuità culturale. L'associazione tra Othonoi e l'isola di Calipso sostiene questa idea, spostando il mito dal piano della storia a quello dell'ecologia.

Nella visione del mondo dell'antica Grecia, le ninfe non erano esseri soprannaturali distaccati dalla natura, ma manifestazioni del paesaggio stesso. Abitavano sorgenti, grotte, alberi e ambienti costieri, esprimendo una percezione della natura come presenza vivente dotata di memoria e capacità d'azione. La loro forma non era mai fissa, ma esisteva in uno stato di trasformazione continua.

Corpi fatti d'acqua. Il corpo non è definito dai suoi confini, ma si forma attraverso la sua costante interazione con il mare, l'atmosfera, le piante, i microrganismi e i cicli della vita. L'acqua diventa un mezzo di parentela e memoria, portando materia, tempo e storia attraverso organismi ed ecosistemi.

La flora di Othonoi riflette questa continuità. Il lentisco, il mirto, l'olivastro, il cappero, il giglio di mare e la Posidonia oceanica formano una rete interconnessa che si estende dai pendii costieri fino al fondale marino.

La Posidonia oceanica, uno degli organismi viventi più antichi del Mediterraneo, crea ecosistemi che sostengono la biodiversità preservando al tempo stesso la memoria ecologica del luogo. In questo contesto, le piante cessano di funzionare come semplice sfondo ed emergono invece come architette attive del paesaggio.

Le Ninfe nascono da questo continuum ecologico e mitologico. In quanto figure ibride, incarnano la crescita vegetale, la fluidità marina e la persistenza mitologica in un unico linguaggio morfologico. La loro presenza invita a una lettura diversa del paesaggio, una lettura in cui la forma rivela relazioni già esistenti — tra terra e mare, biodiversità e memoria, mitologia ed ecologia.

Ogygia emerge quindi come un ecosistema vivente, dove la mitologia non è il ricordo di un passato lontano ma un processo continuo di divenire. Le ninfe non ritornano. Non se ne sono mai andate.

Vassiliki Koukou (@vassilikik)

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